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L’anno in cui il Governo Mussolini cancellò il Primo Maggio

L’anno in cui il Governo Mussolini cancellò il Primo Maggio

Michelangelo Ingrassia

L'anno in cui il Governo Mussolini cancello il Primo Maggio

Il 19 aprile 1923, quando il fascismo non era ancora “regime” ma un governo sorretto da una maggioranza parlamentare di centrodestra, il Consiglio dei ministri, presieduto da Benito Mussolini, approvò un decreto che sopprimeva, di fatto, la festa del lavoro del 1° maggio. Quella giornata, festeggiata in tutto il mondo, venne spostata al 21 aprile, data della fondazione di Roma e venne unificata con la festa per la nascita del Partito Nazionale Fascista, proclamata da Mussolini nel 1921, per lo stesso giorno.

Così, la classe lavoratrice fu depredata della propria data di celebrazione del lavoro e dei diritti conquistati; segno più clamoroso della violenta riduzione del ruolo culturale, politico, economico e sindacale del lavoro e dei lavoratori operata dal fascismo.

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